Cos’è la gnatologia?
La gnatologia è una branca dell'odontoiatria che si occupa dello studio e del trattamento delle disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) e dei muscoli masticatori. La gnatologia si concentra, quindi, sulle patologie e sui disturbi che possono influire su questa articolazione e sui muscoli coinvolti, cercando di ripristinare il corretto funzionamento e alleviare i sintomi.
Quindi la gnatologia si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie e/o delle anomalie riguardanti: l’occlusione dentale, la masticazione, la deglutizione, la fonazione, l’equilibrio posturale e le loro interazioni.
La mascella è direttamente collegata al cranio, e indirettamente alla colonna cervicale, grazie ai muscoli.
In condizioni fisiologiche normali, la mandibola si muove senza sovraccaricare le strutture delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM) e/o, indirettamente, i muscoli della colonna cervicale.
È per questa correlazione che le ATM dovrebbero essere considerate variabili chiave nel trattamento della colonna cervicale.
La terapia gnatologica mira a ritrovare e normalizzare le relazioni fisiologiche tra: I denti, i mascellari, le articolazioni temporo-mandibolari, i muscoli mascellari Il sistema nervoso che comanda quei muscoli, compresa la lingua.
Quali sono i principali disturbi trattati dalla gnatologia?
- Il principale obiettivo della gnatologia è quello di diagnosticare e trattare i principali disturbi relativi all'apparato masticatorio, come il bruxismo (digrignamento dei denti), il clenching (serraggio anomalo della mascella ) le disfunzioni dell'ATM, i dolori muscolari e i problemi di occlusione dentale. Questi disturbi possono causare una serie di sintomi, tra cui mal di testa, dolore al collo, difficoltà a masticare, rumori articolari e, in alcuni casi, limitazioni nei movimenti della mandibola.
- Il bruxismo è un’attività ripetitiva dei muscoli della mandibola, caratterizzata dallo stringere e/o digrignare i denti e/o trattenere o spingere la mandibola; se si realizza durante il sonno è denominato bruxismo notturno, quando avviene durante la veglia è denominato bruxismo diurno.
La sua prevalenza arriva al 20% tra la popolazione adulta, il bruxismo è stato associato a tic nervosi e reazioni allo stress. La genesi del bruxismo non è ancora completamente chiarita anche se lo stress e l’ansia sono considerati fattori di rischio.
Il bruxismo è stato recentemente classificato come “disturbo del movimento legato al sonno”. La consapevolezza del digrignare i denti durante il sonno, notata dal partner o dai membri della famiglia, è segnalata dall’8% della popolazione.
Recenti pubblicazioni suggeriscono che il bruxismo notturno è secondario a micro arresti correlati al sonno, definiti da un aumento dell’attività cardiaca e respiratoria autonoma che tendono a ripetersi 8-14 volte per ora di sonno. Il ruolo dei fattori ereditari (genetici) e della resistenza delle vie aeree superiori nella genesi dell’attività ritmica dei muscoli masticatori e del bruxismo del sonno sono, ancora oggi, oggetto di studio.
L’attività ritmica dei muscoli masticatori nel bruxismo notturno raggiunge il suo massimo nei minuti che precedono la fase del sonno REM (movimento rapido degli occhi) e suggerisce che un meccanismo relativo alle transizioni della fase di sonno eserciti un’influenza sui motoneuroni facilitando l’insorgenza del bruxismo notturno.
Infine resta da chiarire quando il bruxismo, come comportamento che si riscontra in una popolazione altrimenti sana, diventa un disturbo associato a conseguenze come: danni ai denti, dolore muscolare e/o articolare e sviluppo di conflitti sociali/matrimoniali che richiedono l’intervento di un medico.
- Il termine “clenching” definisce il serraggio anomalo della mascella che spesso si verifica anche durante il giorno. Lo stress può essere un co-fattore importante che contribuisce all’abitudine di stringere e/o digrignare i denti.
Il clenching può essere o no correlato a disordini dell’ATM (TMD) le due articolazioni temporo mandibolari che si trovano ai lati della testa e lavorano in sinergia con muscoli, legamenti, dischi, ossa e occlusione dentale permettendoci di parlare, masticare, sbadigliare, deglutire, ecc…
I disordini temporo mandibolari possono emergere quando il sistema stomatognatico non funziona correttamente. Poiché queste articolazioni e la relativa muscolatura hanno un’influenza su tutte le aree del viso, la loro disfunzione può causare disagi e/o dolore.
La maggior parte delle persone non si rende conto di soffrire questi problemi finché non si presentino sintomi più evidenti e gravi o quando qualche convivente segnala loro il problema.


